Profilo

Elisa Donetti vive a Pont Canavese un piccolo paese in provincia di Torino. Sin da bambina coltiva la sua passione per il disegno che le viene trasmessa dal padre. Seguendo la sua naturale inclinazione per il colore si iscrive al Primo Liceo Artistico di Torino, suoi professori sono il pittore A. De Alexandris e l'architetto L. Cappellari. Sarà sotto la supervisione di quest'ultimo che tra il 1998/99 realizza con i compagni un mosaico parietale ora sito in Piazza Borgo Dora , con la tecnica di frammentazione e ricomposizione ceramica su bozzetto del Maestro Francesco Casorati. Prosegue il suo percorso di vita diplomandosi con lode all'Accademia di Belle Arti di Torino.

Si dedica per anni alla pittura a olio, realizzando diverse serie pittoriche che hanno sempre come soggetto la figura umana, ama ritrarre attimi di vita, le emozioni, i gesti…ispirandosi a video, riviste e per la maggior parte a scatti rubati per strada o tra le persone a lei care. La figura cambia nelle varie serie: inizialmente trattata con pennellate più lisce passa poi a pennellate divisioniste, che ricordano tanti piccoli tasselli colorati, che preparano il terreno al successivo passaggio.

Negli ultimi anni si è dedicata a una nuova tecnica che ricorda quella del mosaico. A influenzare questa sua scelta sono stati gli anni del Liceo, dedicati al mosaico parietale, e un viaggio a Barcellona ad ammirare le opere del grande architetto AGaudì. I suoi lavori sono realizzati con cartoncini da lei colorati, tagliati e ricomposti sulla tela, con applicazioni metalliche che vibrano al tatto. I soggetti sono parte della sua fantasia, una sorta di Universo parallelo che può esistere solo nella fantasia o nella dimensione del sogno.

Vive e lavora a Pont Canavese e Torino. Insegna educazione all'immagine in una scuola torinese e gestisce corsi di pittura per bambini e adulti. Ha scritto un libro per bambini edito da Etimpresa dal titolo "Gaia e le magiche sfere colorate".

 

1. 2012 – testo di Roberto Girardi (titolare Artinvest group s.r.l.), introduzione al catalogo della mostra personale "Frammenti di sogno" curato dalla Galleria Artinvest – Rivoli (To).

"I sogni sono illustrazioni dal libro che la tua anima sta scrivendo su di te".

I dipinti di Elisa, rappresentano un mondo onirico e felice dove tutti noi possiamo tuffarci per ritrovare la spensieratezza e la gioia di vivere nel fantastico, un mondo in cui l'uomo si ritrova protagonista dello spazio e dei colori e diventa finalmente libero di esprimersi. Le figure sono metafore gioiose di un'anima che si affranca dai vincoli del materialismo e delle convenzioni per entrare in simbiosi con l'ambiente e le cose, che sfida le icone del nostro tempo e ne condivide la fierezza e la fastosità. Gli elementi costruttivi dei lavori di Elisa sono piccoli pezzi di anima che passano, quasi come in una trasfusione, magicamente sulla tela e ci raccontano di lei, di quello che un'artista dovrebbe avere come missione: trasmettere sensazioni, sogni, avvincere con lo sguardo e concedere alle proprie emozioni di comunicare alla mente quello che filtra attraverso lo sguardo, uno sguardo che di filtri in realtà non dovrebbe averne, perché solo così, dimenticando convenzioni e imposizioni, che possiamo entrare in empatia con quello che guardiamo, senza pregiudizi o condizionamenti che non ci permetterebbero di guardare con equilibrio l'opera. Non si pensi che queste parole siano esagerate o generose, l'Arte è la vita, l'Arte è in ogni cosa, perché come diceva Oscar Wilde "Non esiste cosa alcuna che l'arte non possa esprimere" facciamoci quindi accompagnare da Elisa in questo meraviglioso mondo.

2. 2012 – testo critico a cura di Angelo Mistrangelo (critico d'arte e giornalista de La Stampa), sul catalogo della mostra personale "Frammenti di sogno" alla Galleria Artinvest – Rivoli (To).

"Il sogno, la fiaba e un volo nel cielo"

"Come un aquilone a cui si spezza il filo ricordo il cuore di giorni giovani librato in cielo"
- Takuboku Ishikawa -


Il discorso pittorico di Elisa Donetti è improntato da una lirica dimensione espressiva, da una particolare visione della realtà che si trasforma in racconto e in una rasserenante interpretazione delle immagini. I recenti lavori sono caratterizzati dalle tessere di un personalissimo mosaico, da una ricerca in continua evoluzione, dall'intensità del colore che le permette di fissare un'idea, una subitanea intuizione, una luce che accende le composizioni. Le sue opere rivelano, come i versi del poeta giapponese Takuboku Ishikawa, un'assoluta leggerezza, una fresca vena creativa, una limpida risoluzione del soggetto. Per questo appuntamento alla Torre della Filanda a Rivoli, la Donetti ha realizzato un ciclo di opere, che potremmo intitolare – Un volo nel cielo -, contraddistinto da un «corpus» di quadri eseguiti con la tecnica della pittura- collage, che esprime l'identità dell'artista segnata dalla volontà di creare «un mondo sognato», una realtà altra, piena di colore, fantasia, spensieratezza…». E' la realtà di acque solcate da improbabili barchette di carta, di svettanti strutture di fari che indicano «la rotta del cuore», di stelle legate alla terra con fili di rame, sino a delineare la luna su un cielo dal blu profondo, fanciulle stupite e assorte e ludiche impressioni e gioiosi incantamenti. In questi dipinti il dato cromatico rivela il candore del discorso della Donetti, la genuinità del linguaggio, la sottile energia di una scrittura che trae la sua essenza dalle testimonianze dell'arte contemporanea, dall'interiore universo dei bambini, dall'incanto della notte che trasforma i sogni in un viaggio verso l'alba di un nuovo giorno, verso incommensurabili silenzi e paesaggi dell'anima. Pittura e pagine letterarie (come non pensare a «Và dove ti porta il cuore – Ascolta la mia voce» di Susanna Tamaro), colore e fiaba, si mescolano, intersecano, incrociano, nei suoi dipinti con la dolcezza dei giovani innamorati «sotto il cielo di New York», il poetico momento di «Ho raccolto una stella» o dei mulini a vento nella campagna francese. Fantastiche marine, ricordi, percorsi urbani, diventano altrettanti documenti della stagione della Donetti, che possono in qualche misura essere ascritti nell'area delle esperienze di Luca Alinari e Francesco Musante. E uno sbuffante battello tra le onde evoca un'infanzia ritrovata, mentre il segno si dipana lasciando la traccia di un'emozione che si fa messaggio e visione e storia.

3. 2012 – testo della Dott.ssa Maria Luisa Monticelli (Psicologa Psicoterapeuta – Esperta in Psicologia dell'Arte e della Letteratura), sul catalogo della mostra personale "Frammenti di sogno", Galleria Artinvest- Rivoli (To).

"Lodare o predicare la luce non serve a nulla, se non c'è nessuno che possa vederla. Sarebbe invece necessario insegnare all'uomo l'arte di vedere."
- Carl Gustav Jung –


Il sogno della fanciullezza trascorsa, come in una lirica pascoliana, con l'adulto che ascolta il bambino interiore annullando gli spazi tra terra e cielo. Solo con l'animo puro ci si incammina verso l'ignoto senza paura dei propri pensieri e delle proprie emozioni, la materia e l'energia della psiche umana che si traducono in linguaggio onirico. L'arte di Elisa Donetti è tutto questo: si parte dalla materia del colore puro e del mosaico per volare alto verso l'essenza. Solo l'occhio del fanciullo riesce a vedere il mondo a colori dove l'umana specie non può cogliere l'essenza della Vita. "L'essenziale è invisibile agli occhi" scriveva Antoine de Saint-Exupéry. Per un'opera d'arte fruibile alla vista quasi un ossimoro. Questa collezione di Elisa Donetti rappresenta un inno al percorso della vita ma anche è fatto di tanti piccoli tasselli che solo chi riesce a collocarli nella giusta sequenza ne scopre il significato più profondo. Il mondo, nella visione simbolico-fiabesca, costituisce una realtà "altra", una visione il cui senso intrinseco è vivido nella psicologia dell'umanità. La psicologia stessa, in particolare la psicologia del profondo di Carl Gustav Jung, ci rimanda alle simbologie intrinseche, all'inconscio collettivo che pone fuori dal tempo ordinario l'archetipo profondo e la sincronicità. Le concatenazioni di immagini diventano la collezione di Donetti, come una fiaba dove il verbo si fa colore. Interessante sarebbe approfondire lo studio simbolico delle forme archetipe rappresentate, ci limitiamo a osservarne alcune. E' un cuore ritrovato ma non ancora colto nel mare delle emozioni frammentate del mosaico, nel vortice del cielo blu puro dove si stagliano la luna archetipo femminile e le stelle archetipo del fuoco vivificante cosmico, flessuose su fili di rame che vibrando conducono l'energia in alto di "Ritrovo il mio cuore". E' il volto celato che volge lo sguardo invisibile al fruitore d'opera verso l'orizzonte blu cobalto di "Ascolto il canto del mare" e di "Ho raccolto una stella" e di "Vento d'estate". E' il segno d'Amore sincrono di "La stagione dell'amore", dove l'albero della conoscenza apporta i sentimenti profondi dell'animo. E di "Ascolto il vento dei cuori" dove l'elemento aria fa vibrare nell'univeso il sentimento. Mondo fiabesco e intimamente presente nell'essere umano di ogni parte del globo rivisto nelle opere sotto il cielo delle città quali Torino, Parigi e New York, fuori dalle limitazioni concettuali spazio-temporali. "Dondolo i pensieri" ci rimanda alla fiaba narrata, come nel testo fiabesco "Gaia" pubblicato da Donetti dove pittura e narrazione si fanno unica energia psichica e vitale.

4. 2009 – testo di Roberto Girardi , introduzione al catalogo generale curato dalla Galleria Artinvest – Rivoli (To).

La voglia di dipingere e l'amore per l'arte sono i cardini che sorreggono la pittura di Elisa, non dipinge per denaro ma per lasciare traccia della sua gioia, una gioia che traspira dal suo volto dal suo sorriso sincero dai suoi occhi perennemente illuminati dai suoi coloratissimi dipinti. Il colore è il gioco che contraddistingue le tele della Donetti, il colore utilizzato per calamitare l'attenzione e per parlarti anche di problematiche importanti, ma con serenità, con la consapevolezza che anche nelle difficoltà quello che può aiutarti è la calma della mente. In effetti a chi si ferma ad osservare con attenzione un suo dipinto, appare chiaro che ci si trova di fronte ad una tela che non ti violenta la mente, che non ti forza ad una visione estrema della vita, ma ad un qualcosa che ti aiuta a riflettere sui problemi con serenità e che in fondo è come se ogni tela parlasse con la voce incantata di un bambino.


5. 2009 – "IL doppio sogno", testo introduttivo al catalogo curato da Sabrina Sottile con riflessione critica del Prof. Paolo Levi, in occasione della mostra personale presso Galleria Artinvest- Rivoli (To).

"Kandinsky sosteneva che "l'artista deve imparare a conoscere sempre più le sue doti" e, tale importante raccomandazione, pare sia stata presa alla lettera da Elisa Donetti. Lo studio e la ricerca hanno permesso all'artista piemontese di migliorare nel tempo le proprie capacità espressive e condurla ad elaborare una serie di opere con una nuova ed originale tecnica compositiva. Grazie ai colpi ritmati di un grosso pennello, il colore viene steso sulla tela in modo frammentato, quasi a voler formare un coloratissimo mosaico dal quale emergono soggetti, uomini, donne e bambini, colti nell'atto di svolgere il loro quotidiano. I consensi raccolti dall' artista, durante la sua breve ma intensa carriera, sono avvalorati dal giudizio critico del prof. Paolo Levi che a Elisa Donetti ha dedicato la seguente riflessione: "Cara Elisa, è palese che l'elaborazione della figura umana la incuriosisce molto; dalle sue tele emerge infatti il desiderio di cogliere l'espressione che si cela dietro ogni volto rappresentato ed è palese che a suscitare il suo interesse sia soprattutto lo sguardo degli occhi. Ogni suo personaggio è un racconto a sé stante, dal quale traspare l'esistenza di una forte drammaticità espressiva. Proseguire fedelmente nel lavoro dunque, tenendo sempre a mente le lezioni apprese duranti i lunghi e faticosi anni trascorsi in Accademia, è il consiglio più giusto da dare ad una promettente e giovane pittrice."


6. 2009 testo tratto dal "Corriere dell'Arte" in occasione della mostra personale "Nei tuoi occhi", Sale Espositive del Comune di Rivarolo Canavese (To).

"…Il tempo trascorre sulle tele della Donetti, ed è un tempo fatto di sensazioni vitali e di figure umane, caleidoscopio commovente dell'esistenza dell'uomo e delle cose, che la pittrice piemontese traspone sulla tela con pennellate libere e morbide. Tutto è fresco e immediato, nella pittura di Elisa Donetti, segno di una chiarissima rapidità nell'esecuzione che tuttavia non compromette mai l'equilibrio compositivo, e sa comunicare l'istantanea d' uno sguardo, di un'emozione, di un pensiero…Le tele della Donetti hanno la forza straordinaria di sconvolgerci, come fossero fotografie di quell' universo distante chiamato Africa, e disorientarci fino al turbamento."


7. 2008 – "Un tempo per riflettere", testo critico a cura di M. Malì in occasione della mostra personale presso la Galleria "La Telaccia" – Torino.

"L'artista Elisa Donetti attratta dalla figura umana la rappresenta nell'opera con sorprendente veridicità, ella recupera valori, tradizioni, momenti di vita e sentimenti con puro realismo e ricorrente riflessione. Pertanto i suoi soggetti, volti e corpi, si arricchiscono di emozioni e straordinaria sensibilità, lasciando così trasparire una spiritualità profonda sempre supportata da una notevole validità pittorica. Ella acuta osservatrice, narra con evidente proprietà di mezzi e con grande sicurezza del tratto tutto quello che la circonda esprimendo così una lirica poeticità continua, segno evidente di un'arte mai fine a se stessa . Nella sua tematica c'è un tempo per tutto, un tempo per soffrire, per amare, per ridere, per invecchiare e per realizzare; sono ricordi, concetti e stati d'animo che si sviluppano e prendono corpo dalle sue opere tramutandosi in una chiave di lettura notevolmente intrisa di valori e rispetto per l'umanità. Ben consapevole del suo fare arte la Donetti esprime una significativa operazione pittorica, sostenuta da indipendente autonomia espressiva-tecnica. Conduce una dimensione artistica vibrante costantemente illuminata da un'intima interpretazione e professionalità tanto da riuscire a svelare una potente e fondamentale resa d'immagine stilistica. E' una pittrice che realizza le sue creazioni con una forte intensità poetica, non comune. Artista dal tratto sicuro e dall'interessante equilibrio compositivo, la Donetti crea atmosfere cromatiche intense, solari e suggestive; alcune sue rappresentazioni accolgono oltre alla figura umana anche dei fiori che a testimonianza della loro autentica bellezza, simboleggiano la purezza e il dialogo diretto con la natura; all'insegna di un' arte universale e soprattutto personale. Pigmento, chiaroscuri, gestualità e forma esprimono una rara forza espressiva, parte dominante del suo operare, meritevole pertanto di attenzione. Sapiente prospettiva, atmosfere formali e segno dinamico, esprimono importanti risultati, mentre la modalità di lavorazione della tecnica ad olio su tela testimonia una materialità certamente ben elaborata. Quella che porta avanti l'artista è senz'altro un dialogo sia intellettuale che emozionale, dove la sua pittura, chiaramente riconoscibile, viene condotta con unicità e autentica passione per la vita e per l'arte. La mostra riuscirà a trasmettere all'osservatore una molteplicità di sensazioni, perché è arrivato il tempo di farci riflettere sui veri e importanti valori della vita.


8. 2008 – "L' Universo paesaggistico", testo di Sabrina Sottile in occasione della mostra mini-personale presso la Galleria "Il Salotto dell'Arte" – Torino.

"Le opere della giovanissima pittrice Elisa Donetti sono dei piccoli capolavori; finestre aperte sul mondo, quello paesaggistico, fatto di cromia e matericità, ampli spazi, suggestivi angoli di paese e marine che infondono un senso di pace e serenità. Nei quadri dell' artista infatti, la natura esplode in un caleidoscopio di colori caldi e luminosi, che sembrano voler ancorare il suo talento pittorico a luoghi a lei molto cari. Ad osservare i lavori di Elisa Donetti, per la maggior parte oli su tela, si ha quasi l'impressione di fare un salto nel passato; in un mondo fatto di piccoli scorci di paese, di vedute naturistiche, per le quali il tempo sembra essersi fermato. E' un po' come riscoprire i suoni e le voci di ambienti e situazioni che pensavamo persi nei meandri oscuri della nostra memoria; ri-assaporare odori e sensazioni che credevamo assopiti per sempre. L'impiego poi di una tecnica fatta di pennellate spesse e corpose, che si muovono disinvolte sulla tela per dare vita a suggestioni figurative di stampo tradizionale, sono il sintomo di una personalità pittorica incisiva e determinata; ma anche delicata e sensibile nel creare il giusto equilibrio tra colore e forma. Ed è con questi lavori, così intensi e carichi di significati, che Elisa Donetti ha voluto raccontarci un universo, il suo, fatto di ricordi, sensazioni ed emozioni legate ai luoghi della memoria".


9. 2006 – testo a cura di Marianna Costantini tratto dalla rivista ARTEROMAEUROPA della Galleria "Il Collezionista" di Roma.

"Un tempo per abbracciare, un tempo per piangere, un tempo per invecchiare, un tempo per ballare, i nomi delle opere della Donetti ci aprono alla sua arte, i titoli servono da oggetto significante all'opera, l'artista dipinge i sentimenti, dipinge qualcosa che non si vede, ciò che si vede è solo la facciata di quello che vuole significare. Dipinge il tempo, il momento, forse dimenticato, per vivere quelle sensazioni vitali che nella nostra società non hanno più posto di esistere. La locuzione temporale è la chiave del linguaggio usato dall'artista per richiamarci all'attenzione, su qualcosa che non possiamo più concederci, sull'elemento più prezioso che abbiamo ma che è imposto non sprecare e troppo spesso concedersi alle emozioni, alle paure , ai desideri non è considerato proficuo. Il colore è deciso, netto, fiammingo, ogni colore un pensiero, il tratto deciso e realista, le opere sono silenziose e lasciano tempo alla riflessione".